Sui sentieri del mondo, con le Five Fingers ai piedi!

martedì 11 febbraio 2014

West Highland Way Race & Cape Wrath Trail

21 giugno 2014, ore 01:00, partirà la West Highland Way Race. 155km e 4500mt D+, da Milngavie fino a Fort William. Poi, una volta arrivato, qualche giorno di riposo, e riparto per il Cape Wrath Trail.
Ecco qui il mio diario sulla preparazione e programmazione delle mi prossime ferie









mercoledì 5 febbraio 2014

T.A. dell'Acquerino, 02 gennaio 2014

Domenica mattina ci siamo ritrovati per un giro nei boshi che preferiamo, nella riserva naturale dell'Acquerino. Pioveva da giorni, ma questa mattina il tempo è stato clemente, e non faceva nemmeno tanto freddo, per quanto fossimo a 900mt d'altitudine, e abbiamo trovato ancora neve in quelle zone che di questa stagione non vengono mai "bagnate" dal sole. E' stato un giro di 15km, molto piacevole, soprattutto per la compagnia. Ho corso bene, gli allenamenti stanno dando i loro frutti, le gambe girano, e i chili di troppo se ne stanno andando.
Avanti così!
















sabato 21 dicembre 2013

Asics Sky Speed 3





Peso: 285
Altezza all'avampiede:18mm
Altezza al tallone : 28mm

Ed è così che, in coincidenza della notifica dell'accettazione della mia richiesta di iscrizione alla West Higland Way Race (155km, Scozia), finisce il periodo di due mesi di preparazione in palestra , una preparazione tipo crossfit, finalizzata a rafforzare tutto il tronco e aumentare elasticità ed esplosività. Adesso si inizia a correre per metter nelle gambe tanti e tanti km, per arrivare pronti a quell'evento. Obiettivo: meno di 24 ore. Sogno: meno di 22 ore.
Finitao tutto quel periodo di carichi in palestra, è normale che le gambe sia parecchio impallate. Ho iniziato a corricchiare, ho partecipato anche a due gare: una stradale a Reggello di quasi 17km, ed un trail serale al trail del Montalbano, di 13km. In entrambe le situazioni, già dopo 5 km di corsa , le gambe sono “andate”, ma sono comunque arrivato alla fine con tempi decenti. Anzi, al Montalbano ho finito gli ultimi km in crescendo! Ma nei giorni seguenti, le gambe “soffrivano” come se avessi fatto gare da 60 e più km.... tre-quattro giorni di riposo, con tutti i doloretti di “assestamento”, ora al polpaccio, ora al tibiale, ora al gluteo... insomma, riprendere a correre dopo quasi due mesi di stop ha “traumatizzato” tutti i tessuti muscolari e tendinei...è stato un risveglio. Ci vorrà del tempo per smaltire qui carichi e riprendere a correre in maniera fluida.
Occorre andare a piccoli passi.
E così ho preso ad allenarmi su asfalto, su distanze di 4-6-8 km, cercando di stare in ritmi di 5'15”- 5'30” 5'45”. Ma dopo tre giorni, ecco che si presenta un dolorino strano al ginocchio, sul lato interno. Un fastidio, un allarme che mi ha fatto pensare. Ed ho capito la causa: le scarpe. Le vecchi scarpe con cui ho ripreso ad allenarmi: Asics Stratus 2 e Nimbus 10, scarpe “tradizionali” da alternare alle minimaliste New Balance MT22. Gloriose scarpe, con tanti km sulla suola, e un intersuola scarica... Basta poco, una lieve asimmetria a incidere sul passo, a creare una situazione di stress anomala... Come ho potuto dimenticarmene? Una scarpa “strutturata”, che con l'uso tende a perdere la sua integrità, può diventare dannosa.
Ed ecco quindi la necessità di comprare un paio di scarpe stradali.
Amo le Saucony Kinvara, ma per quanto strutturate, hanno un differenziale tacco punta di soli 4mm, quindi minimalista; mentre mi serve alternare, quindi mi serve una scarpa con un differenziale di 8-10mm, una scarpa comunque leggera, un intermedia sotto i 300gr, tipo le mie amate Stratus, la cui calzata resta tutt'ora fantastica...
Quindi, per ritrovare una situazione simile, non c'è che da cercare tra le Asics sul sito, quella che assomiglia a questo profilo: DS Trainer 18 Neutral, Gel-Excel 33.

Mi sono recato dal Campione, a provare le Asics, ed anche le Cumulus 14, il vecchio modello, più leggero dalla versione 15. Calzata classica, comoda, scarpa ben ammortizzata, ma pesante...
Poi ho provato i due altri modelli. Innanzitutto, ho dovuto calzare per tutte la taglia 44,5!! eppure i vecchi modelli che ho, taglia 44, mi calzano benissimo. Deve essere cambiato un pochino la misurazione delle taglie... e non è indicata la taglia in cm! Vabbè, questione di poco, la sostanza è quella.



Partiamo con le DS Trainer 18 Neutral: ha una forma diversa dalle classiche Asics, all'avampiede. Il tessuto della tomaia è eccellente, il look moderno non mi intriga affatto, specialmente gli occhielli passalacci. La calzata mi ha deluso, non mi ci sono trovato bene, sentivo il piede spingere sul puntale, all'alluce, durante il passo. E poi, ho trovato poco flessibile l'intersuola in Solyte: penso sia dovuto alla nuova placca Guidance Trusstic, che ha delle estensioni laterali che si prolungano fino ad arrivare alla zona sotto le falangi, che forse la irrigidisce un po.



Poi ho provato le Gel Excel 33, un modello della serie natural running, dotata del sistema Fluid Axis e dell'Extended Propulsion Trusstic. Calzata comoda, ariosa, bel design. Ora, per un barefoot runner, parlare di “natural running” indossando questa scarpa, è un po un eufemismo.. ma immagino che per quelli abituati alle tradizionali stradali, possa fare tutt'un'altro effetto. Comoda durante la rullata classica, un po secca nell'appoggio mediale, non offre un grande contatto col terreno, e, nonostante siano solamente 12 i mm di gomma all'avampiede, non si percepisce la spinta a terra dell'avampiede, che viene smorzata dalla gomma dell'intersuola, un sandwich doppio strato: spEva sulla parte superiore, Solyte in quella inferiore. Forse è proprio quello strato di spEva ad assorbire la forza di spinta, diminuendo la sensazione di efficienza motoria.



Ho provato quindi un altro modello, non più presente nel catalogo Asics , eppure bellissima, col suo look classico Asics, profilo basso, tomia “pulita”, occhielli passalacci tondi!, lacci piatti e sistema allacciatura asimmetrico. E di colore verde! Che bellezza!!! Amore a prima vista per le Sky Speed 3!



Già il suo profilo mi ha ispirato positivamente, ad un accostamento alla mia Stratus: è un po più chiusa all'avampiede, più racer; meno pastosa al tallone, ben flessibile in zona avampiede, e l'intersuola in solyte, solamente in solyte, prende bene lo sforzo di spinta, si sente il contatto al terreno. Per quanto le misure dell'intersuola siano le stesse della DS Trainer, sembra di stare più bassi e ben piantati a terra, sembra proprio di voler spingere.


E adesso, sotto con le ripetute sul miglio, che occorre anche insegnare al corpo a pensare in misura  inglese, che poi fare 95 miglia sembra meno che fare 155km!

sabato 30 novembre 2013

LaSportiva UltraRaptor

LaSportiva UltraRaptor



Una delle mie prime scarpe da Trail è stata LaSportiva WildCat; a quei tempi non ero ancora diventato un minimalista, correvo poggiando molto di tallone, e la Wildcat si adattava bene a quel tipo di passo grazie ad un crashpad che garantiva un ammortizzazione molto efficiente. La scarpa era anche molto comoda, peccava però in sostegno al piede, pegno pagato per ottenere una scarpa leggera adatta a un passo veloce : e così la tomaia tendeva a consumarsi facilmente, fino a strapparsi, nei punti di maggior sollecitazione.  Poi uscì il modello Raptor, che partendo dalla stessa piattaforma delle Wildcat, ne migliorava la struttura della tomaia, ancora più confortevole e dotata di supporti che ne miglioravano la capacità di sostenere il piede – apprezzabile sulle lunghe distanze . ed anche ad aumentarne la resistenza della stessa. E la mescola usata per la suola – che manteneva lo stesso disegno – era anche di un tipo che garantiva una maggior durata, perdendo pochi punti sulla capacità di tenuta sul bagnato. La Raptor diventava così la giusta alternativa per quegli atleti che avevano bisogno di una scarpa affidabile per affrontare lunghe distanze.
Lunghe distanze che si vanno sempre più allungando, nel mondo del training. E per puntare a percorrenze che arrivano e superano i 100km, ecco che  La Sportiva crea la UltraRaptor, un evoluzione della Raptor. Un evoluzione “invisibile”, nel senso che la scarpa esteticamente sembra identica, ma ha una struttura migliore che aumenta la capacità di supportare l'arcata del piede, (specialmente per chi soffre di pronazione) quando, sulla lunga distanza, l'affaticamento provoca il collasso dell'arcata, rendendo più difficoltoso, e ancor più faticoso, se non addirittura doloroso – il proseguire.

Comfort: 4/5
accogliente anche per chi ha un piede e una caviglia larga, imbottita il giusto nel contrafforte tallonare, anche ben stretta non chiude troppo sul piede. La soletta interna.è ben conformata.
La linguetta integrata al resto della tomaia poggia molto bene sul collo del piede, anche stringendo bene i lacci, non si soffre alcun tipo di costrizione.

Sicurezza:
Un bel puntale degno di una scarpa antinfortunistica, protegge molto bene le dita dei piede. L'altezza da terra e il perimetro più largo dell'intersuola, proteggono il piede dalle sollecitazioni del fondo e dal contatto laterale contro gli ostacoli. La scarpa non presenta placche protettive nell'intersuola, ma uno strato di Eva la cui alta densità non permette al piede di soffrire le asperità.

Peso: 2/5
350gr non sono pochi, giusto pegno da pagare per avere tanta protezione e ammortizzazione

Traspirazione: 2/5
La tomaia è ben robusta e resistente, con tutti quegli overlayer supportivi, ma questo diminuisce la traspirazione del piede, il calore non viene dissipato in maniera ottimale, stando fermi si percepisce un lieve riscaldamento del piede. In inverno questo è positivo, naturalmente.

Ammortizzazione 5/5
30mm di gomma MEMlex Eva sotto il tallone, 22mm sotto le dita dei piedi, garantiscono un ottimo assorbimento degli shock da impatto; in particolare il crashpad sotto il tallone offre una dinamica molto confortevole durante il passo, che si rivela ancor più efficace nell'uso durante la corsa in discesa.

Stabilità 5/5
il differenziale ridotto a 8mm compensa l'elevata altezza da terra; la superficie d'appoggio è molto ampia, il ponte mediale conferisce abbastanza rigidità e controllo dell'appoggio, la talloniera rigida non permette al piede di muoversi all'interno della scarpa negli appoggi più acrobatici.
Ma quello che contribuisce ad una maggiore stabilità del piede è il nuovo sistema di allacciatura e' integrato alla tomaia a mezzo di layer applicati sul tessuto elastico interno e con rinforzi in materiale sintetico sul mesh esterno, al fine di ripartire la tensione dell’allacciatura su tutta la tomaia ed avvolgere meglio il piede


Grip 3/5
La suola, composta dalla mescola FriXion XF, è studiata per resistere all'usura e permetterne una lunga durata, specialmente nell'uso su sentieri con fondo roccioso, di alta montagna, anche in condizioni di bagnato, e su sentieri di terreno ben battuti, mentre non ha grandi capacità sul fango  umido, dove la larga pianta tende a “galleggiare”, scivolando, non avendo dei tasselli abbastanza profondi per stabilizzare l'appoggio.

Tecnica Demon Sprint

TECNICA DEMON SPRINT

Peso: 350gr
Drop: 8mm (25mm-17nn)




Calzata 9
Comfort 7
Traspirazione 7
Protezione 8
Ammortizzazione 7
Stabilità 9
Grip 8


Positivo: Rullata, Stabilità

Negativo: Flassibilità, Traspirazione


La Demon Sprint, per quanto condivida il look con agli altri modelli Tecnica, si discosta da queste per delle fondamentali proprietà che ne determinano il carattere espresso dal nome.
La tomaia è molto più fasciante, la zona avampiede più compatta, il contrafforte tallonare ha una presa molto tenace sul piede, grazie anche al bordo superiore dell'intersuola che si alza quasi di 1cm rispetto alla seduta del piede, circondandolo saldamente.
L'intersul0a è “rigida”, non improntata a favorire l'ammortizzazione, ma ad una efficace dinamica della rullata  e dello scarico della potenza di spinta, per accompagnare a un azione di corsa molto performante
E' composta da due tipi di gomma a densità differenziata: quella arancione assorbe l'appoggio  e distribuisce le forze dell'impatto, mentre quella verde si muove all'interno della “conca” formata dall'intersezione con l'altra,  favorisce così la dinamica pendolare del movimento tacco-punta, fino a  incontrare un “picco”, situato poco prima dell'inizio della falangi, il cui profilo cuneiforme funziona come leva al momento della spinta di stanco, massimizzando lo scarico della potenza, specialmente durante le salite.
Grip sicuro, stabilità eccezionale per affrontare grintosamente le discese più ostiche.
Adatta per atleti performanti, per affrontare medie-lunghe distanze.


Vivobarefoot Breatho Trail

VIVOBAREFOOT BREATHO TRAIL


Peso: 265gr
Appoggio: Neutro
Altezza: 7mm al tallone 7mm all'avampiede
Categoria: New Balance MT10, Merrell TrailGlove, Saucony Kinvara Trail, Inov-8 TrailRock 235



COMFORT 3/5
Fatta per permettere sensazioni “barefoot”, presenta un avampiede ampio , arioso. La tomaia è molto morbida, la scarpa può essere calzata senza calzini, anche senza la soletta interna in Eva, che è molto flessibile, non ha funzioni “accomodanti” o strutturali.

TRASPIRAZIONE 4/5
Tomaia in Dri-TEx, morbida e altamente traspirante, garantisce un eccellente deflusso dell'acqua

PESO 4/5
Più pesante rispetto ad altre concorrenti, ma comunque leggera, con una tomaia irrobustita da layers di rinforzo, e discretamente imbottita, a garanzia di lunga durata e mantenimento delle caratteristiche

PROTEZIONE 4/5
Lo “chassis” dell'intersuola è un guscio molto flessibile che trasmette al piede tutte le asperità del terreno, ma la sua conformazione laterale, con bordo rialzato, protegge molto bene il perimetro del piede dagli urti, cosa che manca in tutte le altre scarpe stile barefoot. E la parte mediale presenta una conchiglia di rinforzo all'interno dell'arcata.

AMMORTIZZAZIONE 0/5
Assente

STABILITA' 3/5
Le imbottiture del collarino e del linguetta permettono una calzata avvolgente e stabile, senza essere “stretta”; non ha la calzata fasciante e supportiva nella parte laterale interna, migliorabile. La tomaia L'intersuola spessa 2,5mm (4,5mm di tacchetti) è progettata per favorire la propriocettività

GRIP 5/5
Veramente eccellente in tutte le situazioni.

CONCLUSIONI
Scarpa adatta a percorrenze fino alla maratona, per atleti leggeri o comunque con un passo non poggiato sul tallone, a ritmi medio-alti.
Spettacolare su fondi invernali