Sui sentieri del mondo, con le Five Fingers ai piedi!

domenica 23 febbraio 2014

mercoledì 19 febbraio 2014

Polar RC 3 - Cardiofrequenzimetro + GPS





Un cardiofrequenzimetro è uno strumento per monitorare l'attività cardiaca, cosa molto utile se si sa interpretare i rilevamenti registrati durante l'attivià fisica, o per impostare gli allenamenti, se si ha la supervisione di un personal trainer, o in assenza di esso, in sua sostituzione, del Polar Personal Trainer e del cardio- frequenzimetro da polso Polar RC3 con funzione GPS.

Questo strumento ha un unico difetto, se visto con la prospettiva del trailrunner: non rileva i valori dell'altitudine e del dislivello totale. Ma questo è un dato che non interessa a un cardio! una salita, o una discesa, sono soltanto dei tratti dove l'andatura è più difficoltosa, e dove il cuore può battere ad una maggiore frequenza!

La funzione gps è utile al RC3 per misurare l'attività fisica, rilevando valori di distanza, velocità massima e velocità media di percorrenza, utili – insieme al cardiofrequenzimetro - per calcolare il consumo di calorie e la percentuale di grassi.

Le funzioni di Personal Trainer del RC3 iniziano con la misurazione del vomax, con un test di pochi minuti da fare a riposo; il risultato è una valore in base al quale l'RC3 calcola la frequenza cardiaca di attività aerobica in base alla quale determina delle fasce di frequenza cardiache di riferimento sulle quali impostare, grazie al servizio gratuito on-line Polar Personal Trainer, una programma di allenamento che include diversi tipi di attività, per migliorare la performance atletica, che non significa solamente aumentare la prestazione in termini di velocità, ma di massimizzare l'efficenza fisica, facendo in modo che l'atleta possa allenarsi senza stressare il cuore e i affaticarre i muscoli, senza consumare energie superflue, e migliorare i tempi di recupero dallo sforzo, migliorare lo stato fisico generale.

Caratteristiche:

- 58grammi

- Rileva percorso, velocità e distanza grazie al GPS integrato

- Running Index valuta la tua performance

- Training Benefit indica direttamente sul display i benefici principali  dell’allenamento appena svolto

- Calcola il consumo di calorie

- Training load pianifica gli allenamenti, durata e intensità

- Batteria ricaricabile, fino a 12 ore di autonomia con GPS attivo

Il Polar RC3 è molto facile da utilizzare, molto “user friendly”, facile da impostare e da usare; le dimensioni permettono di portarlo all'interno della manica o sotto i guanti, molto leggero, ha uno schermo grande e ben leggibile, con diverse schermate preimpostate che forniscono i vari dati dell'allenamento. I grandi tasti sono facili da usare, anche indossando guanti. Il cinturino è ampio e di un materiale resistente , i fori sono grandi e permettono una buona areazione del polso, e la struttura della fibbia a ferro di cavallo riduce la possibilità di rotture degli occhielli.

E' stato un compagno di allenamento molto importante, che mi ha aiutato molto a recuperare una discreta forma fisica, e insegnato molto a gestire il passo in funzione del ritmo cardiaco, ho notato miglioramenti nei tempi di recupero, tant'è che ho potuto allenarmi finalmente con frequenza giornaliera, mettendo nelle gambe 308 km in un mese, una percorrenza che non avevo messo nelle gambe nei tre mesi precedenti! e arrivare tranquillo ad affrontare un ultra, migliorando il mio tempo sui 42km, ben 9 mesi dopo l'ultima volta che ero riuscito a coprire tale distanza. Sembrerà stupido, ma quei brevi messaggi con cui il cardio mi comunicava i miei miglioramenti dopo un allenamento, influivano positivamente sull'umore e l'autostima! E questo avveniva in un periodo in cui sentivo notizie di persone che avevano malori cardiaci durante o dopo le gare, facendomi apprezzare ancora di più l'utilità di questo strumento soprattutto per “atleti” come me, che hanno iniziato l'attività fisica nella fase della mezza età, vuoi per dimagrire e/o migliorare lo stato di salute, e che hanno scoperto nella corsa – specialmente off-road – quasi una “missione” di vita. E specialmente la corsa off-road risulta essere molto più impegnativa, vuoi per la presenza di pendi, vuoi per il fondo, che rende più irregolare l'andatura e quindi lo sforzo cardiaco, specialmente la discesa, se presa con ritmo, anche se comporta uno sforzo muscolare minore, porta a raggiungere i picchi cardiaci più alti! Per non parlare poi degli sforzi sulle lunghe distanze: dopo diverse ore di corsa, ho potuto notare che per mantenere la stessa frequenza cardiaca, dovevo tenere un passo più lento, perché il fisico non consuma energie solo nell'atto della corsa, ma anche nella trasformazione del carburante necessario alla corsa.

Insomma, quest'esperienza è stata molto importante, e consiglio a tutti di investire in un cardiofrequenzimetro.

Sacuony Kinvara 4 ViziGlo

Peso: 225gr
Altezza avampiede: 18mm
Altezza tallone : 22mm



Ho sempre amato la Kinvara, una scarpa leggerissima con una geometria minimalista, ma non destrutturata. L'intersuola ha una zona mediale abbastanza rigida, fornendo un adeguato supporto all'arcata del piede per i corridori abituati a scarpe tradizionali, e che non avendo sviluppato ancora una buona impostazione da “barefoot runner”, possono così intanto abituare il corpo ad una postura del core più bassa ed arretrata, senza per questo affaticare troppo il piede. La gomma assorbe mene gli impatti del fondo. Questa scarpa è progettata per favorire una corsa con appoggio in zona mediale, ma permette anche una classica rullata, proteggendo bene il tallone dagli impatti al terreno.
La tomaia, dal tessuto leggero e molto traspirante, ha una forma più tradizionale rispetto ai parametri di una scarpa minimalista, con un puntale più raccolto, in questa versione ancora di più che nelle precedenti, fornendo così un feeling più familiare a chi normalmente usa scarpe categoria A2. In questa versione è stata modificata anche la forma della talloniera, che manca del classico guscio contenitivo, sostituito da due pad interni che assicurano una tenuta stabile, migliorata in questa versione , dal fatto che la forma si presenta più stretta nella zona di rotazione sopra il tallone.
La ViziGlo è poi dotata di una capacità rifrangente della luce che la rende un faro nella notte!








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sabato 15 febbraio 2014

Zaino Terra Nova Quasar 30

TERRA NOVA QUASAR 30

Peso: 590gr

Capacità : 30L

Altezza schienale 50cm, larghezza 23cm



Costruito con tessuto “Ultra Fabric”, un misto di Cuben Fiber, materiale impermeabile ultra leggero utilizzato in campo nautico, rinforzato con Cordura nei punti di maggior stress, è uno zaino che sà di robusto, per quanto sia leggero. Questo ha permesso di non "lesinare" sulla qualità costruttiva, la cura dei dettagli, come le dimensioni e consistenza dei vari lacci e cinturini, e su un particolare importante come gli spallacci, che sono ben imbottiti , comodi, e presentano gli attacchi per eventuali portaborracce. Queste tendono un po a ballare, se non si usa un cavetto che possa tenderli tra di loro. All'estremità superiore degli spallacci ci sono i lacci, collegati al corpo zaino, per aumentare o diminuire la tensione di carico sulle spalle. Interessante la possibilità di sostituire il cappuccio di chiusura (minuto di ampia tasca), nel caso lo zaino non sia sfruttato per la sua capienza, con un flap, permettendo così ache di guadagnare qualche grammo in leggerezza. Tra l'altro, se non utilizzato a pieno carico, quel cappuccio tende a "scivolare" sulla sacca e lasciare scoperta l'apertura dello zaino, permettendo all'acqua piovana di entrare all'interno.

Sui lati presenta due tasche , una delle quali più piccola e dotata di lacci per l'aggancio dei bastoni da trekking. Sui fianchi sono presenti anche delle fascette per cormpattare lo zaino, che risultano corte nel caso si volesse usarle per tenerci un materassino da campeggio. Sul cinturnino ci sono due taschini impermbeabili ed asportabili.

Lo schienale è munito di imbottitura rimovibile, dalla forma regolare, che volendo può essere rimpiazzata inserendo un materassino gonfiabile.

 












martedì 11 febbraio 2014

West Highland Way Race & Cape Wrath Trail

21 giugno 2014, ore 01:00, partirà la West Highland Way Race. 155km e 4500mt D+, da Milngavie fino a Fort William. Poi, una volta arrivato, qualche giorno di riposo, e riparto per il Cape Wrath Trail.
Ecco qui il mio diario sulla preparazione e programmazione delle mi prossime ferie









mercoledì 5 febbraio 2014

T.A. dell'Acquerino, 02 gennaio 2014

Domenica mattina ci siamo ritrovati per un giro nei boshi che preferiamo, nella riserva naturale dell'Acquerino. Pioveva da giorni, ma questa mattina il tempo è stato clemente, e non faceva nemmeno tanto freddo, per quanto fossimo a 900mt d'altitudine, e abbiamo trovato ancora neve in quelle zone che di questa stagione non vengono mai "bagnate" dal sole. E' stato un giro di 15km, molto piacevole, soprattutto per la compagnia. Ho corso bene, gli allenamenti stanno dando i loro frutti, le gambe girano, e i chili di troppo se ne stanno andando.
Avanti così!
















sabato 21 dicembre 2013

Asics Sky Speed 3





Peso: 285
Altezza all'avampiede:18mm
Altezza al tallone : 28mm

Ed è così che, in coincidenza della notifica dell'accettazione della mia richiesta di iscrizione alla West Higland Way Race (155km, Scozia), finisce il periodo di due mesi di preparazione in palestra , una preparazione tipo crossfit, finalizzata a rafforzare tutto il tronco e aumentare elasticità ed esplosività. Adesso si inizia a correre per metter nelle gambe tanti e tanti km, per arrivare pronti a quell'evento. Obiettivo: meno di 24 ore. Sogno: meno di 22 ore.
Finitao tutto quel periodo di carichi in palestra, è normale che le gambe sia parecchio impallate. Ho iniziato a corricchiare, ho partecipato anche a due gare: una stradale a Reggello di quasi 17km, ed un trail serale al trail del Montalbano, di 13km. In entrambe le situazioni, già dopo 5 km di corsa , le gambe sono “andate”, ma sono comunque arrivato alla fine con tempi decenti. Anzi, al Montalbano ho finito gli ultimi km in crescendo! Ma nei giorni seguenti, le gambe “soffrivano” come se avessi fatto gare da 60 e più km.... tre-quattro giorni di riposo, con tutti i doloretti di “assestamento”, ora al polpaccio, ora al tibiale, ora al gluteo... insomma, riprendere a correre dopo quasi due mesi di stop ha “traumatizzato” tutti i tessuti muscolari e tendinei...è stato un risveglio. Ci vorrà del tempo per smaltire qui carichi e riprendere a correre in maniera fluida.
Occorre andare a piccoli passi.
E così ho preso ad allenarmi su asfalto, su distanze di 4-6-8 km, cercando di stare in ritmi di 5'15”- 5'30” 5'45”. Ma dopo tre giorni, ecco che si presenta un dolorino strano al ginocchio, sul lato interno. Un fastidio, un allarme che mi ha fatto pensare. Ed ho capito la causa: le scarpe. Le vecchi scarpe con cui ho ripreso ad allenarmi: Asics Stratus 2 e Nimbus 10, scarpe “tradizionali” da alternare alle minimaliste New Balance MT22. Gloriose scarpe, con tanti km sulla suola, e un intersuola scarica... Basta poco, una lieve asimmetria a incidere sul passo, a creare una situazione di stress anomala... Come ho potuto dimenticarmene? Una scarpa “strutturata”, che con l'uso tende a perdere la sua integrità, può diventare dannosa.
Ed ecco quindi la necessità di comprare un paio di scarpe stradali.
Amo le Saucony Kinvara, ma per quanto strutturate, hanno un differenziale tacco punta di soli 4mm, quindi minimalista; mentre mi serve alternare, quindi mi serve una scarpa con un differenziale di 8-10mm, una scarpa comunque leggera, un intermedia sotto i 300gr, tipo le mie amate Stratus, la cui calzata resta tutt'ora fantastica...
Quindi, per ritrovare una situazione simile, non c'è che da cercare tra le Asics sul sito, quella che assomiglia a questo profilo: DS Trainer 18 Neutral, Gel-Excel 33.

Mi sono recato dal Campione, a provare le Asics, ed anche le Cumulus 14, il vecchio modello, più leggero dalla versione 15. Calzata classica, comoda, scarpa ben ammortizzata, ma pesante...
Poi ho provato i due altri modelli. Innanzitutto, ho dovuto calzare per tutte la taglia 44,5!! eppure i vecchi modelli che ho, taglia 44, mi calzano benissimo. Deve essere cambiato un pochino la misurazione delle taglie... e non è indicata la taglia in cm! Vabbè, questione di poco, la sostanza è quella.



Partiamo con le DS Trainer 18 Neutral: ha una forma diversa dalle classiche Asics, all'avampiede. Il tessuto della tomaia è eccellente, il look moderno non mi intriga affatto, specialmente gli occhielli passalacci. La calzata mi ha deluso, non mi ci sono trovato bene, sentivo il piede spingere sul puntale, all'alluce, durante il passo. E poi, ho trovato poco flessibile l'intersuola in Solyte: penso sia dovuto alla nuova placca Guidance Trusstic, che ha delle estensioni laterali che si prolungano fino ad arrivare alla zona sotto le falangi, che forse la irrigidisce un po.



Poi ho provato le Gel Excel 33, un modello della serie natural running, dotata del sistema Fluid Axis e dell'Extended Propulsion Trusstic. Calzata comoda, ariosa, bel design. Ora, per un barefoot runner, parlare di “natural running” indossando questa scarpa, è un po un eufemismo.. ma immagino che per quelli abituati alle tradizionali stradali, possa fare tutt'un'altro effetto. Comoda durante la rullata classica, un po secca nell'appoggio mediale, non offre un grande contatto col terreno, e, nonostante siano solamente 12 i mm di gomma all'avampiede, non si percepisce la spinta a terra dell'avampiede, che viene smorzata dalla gomma dell'intersuola, un sandwich doppio strato: spEva sulla parte superiore, Solyte in quella inferiore. Forse è proprio quello strato di spEva ad assorbire la forza di spinta, diminuendo la sensazione di efficienza motoria.



Ho provato quindi un altro modello, non più presente nel catalogo Asics , eppure bellissima, col suo look classico Asics, profilo basso, tomia “pulita”, occhielli passalacci tondi!, lacci piatti e sistema allacciatura asimmetrico. E di colore verde! Che bellezza!!! Amore a prima vista per le Sky Speed 3!



Già il suo profilo mi ha ispirato positivamente, ad un accostamento alla mia Stratus: è un po più chiusa all'avampiede, più racer; meno pastosa al tallone, ben flessibile in zona avampiede, e l'intersuola in solyte, solamente in solyte, prende bene lo sforzo di spinta, si sente il contatto al terreno. Per quanto le misure dell'intersuola siano le stesse della DS Trainer, sembra di stare più bassi e ben piantati a terra, sembra proprio di voler spingere.


E adesso, sotto con le ripetute sul miglio, che occorre anche insegnare al corpo a pensare in misura  inglese, che poi fare 95 miglia sembra meno che fare 155km!